Dott. Giovanni Mosti

Il circolo linfatico e il linfedema

INTRODUZIONE

Il circolo linfatico è deputato a riportare verso il cuore il liquido dei tessuti. Come detto il sangue che arriva ai tessuti con il sistema arterioso viene in parte riversato nei tessuti per rinnovare il liquido tessutale (il 60% circa del nostro corpo è costituita da liquido) e ottimizzare lo scambio di gas (ossigeno e anidride carbonica) e sostanze nutritizie.
Tutto il liquido dei nostri tessuti viene riportato al cuore attraverso il circolo linfatico che ha quindi una funzione fondamentale in quanto un deficit di funzione del sistema linfatico porta ad edema della parte interessata, condizione conosciuta come linfedema proprio perché edema dovuto ad un deficit del circolo linfatico.

Il linfedema

Il linfedema può essere primitivo quando è legato ad un deficit congenito del circolo linfatico. Per esempio si può nascere senza circolo linfatico (agenesia) in un arto o parte di esso.
Mancano dati precisi sulla diffusione del linfedema primitivo ma la sua incidenza annuale è stimata intorno a 1,5/100.000 soggetti di età inferiore ai 20 anni.Colpisce prevalentemente il sesso femminile (rapporto femmine:maschi, 7:1) e coinvolge nella metà dei casi un solo arto mentre un interessamento bilaterale è riscontrabile soltanto nel 25% dei casi
Il linfedema è secondario quando è dovuto ad una malattia che distrugge il circolo linfatico. La causa più frequente sono i tumori che interessano il circolo linfatico attraverso la diffusione metastatica. L’asportazione chirurgica dei linfonodi e/o la radioterapiache viene effettuata in moltissimi tumori può distruggere la funzione del circolo linfatico e causare edema dell’arto. Tipico è il linfedema del braccio in seguito a tumore della mammella che si verifica nel 25% dei casi.
L’incidenza è addirittura superiore (intorno al 40 %)nelle persone sottoposte ad interventi di asportazione dei linfonodi inguinali, pelvici ed addominali che si effettuano in caso di tumori in campo ginecologico e urinario. Queste percentuali aumentano significativamente se, oltre all’asportazione dei linfonodi, si rende necessario anche un trattamento radioterapico.
Altre cause sono le infezioni e le parassitosi che però sono frequenti specialmente nei paesi tropicali. In India si calcolano circa 25.000.000 milini di pazienti con linfedema da una parassitosi nota come filariasi. Infine un’altra causa è rappresentata dai traumi, specie se ripetuti. Es. microtraumi ripetuti della caviglia possono portare a linfedema del piede.
Il quadro clinico del linfedema è un edema importante che può arrivare ad assumere aspetti mostruosi del braccio o della gamba.

È una condizione clinica progressiva che comincia con un elevato ristagno di liquido e di proteine nei tessuti per mancato drenaggio e si complica frequentemente con episodi infettivi che possono cronicizzarsi e contribuire ad un aggravamento del linfedema stesso. A lungo andare, nel caso di mancate cure mediche e trattamenti adeguati, i tessuti tenderanno a fibrotizzarsi per cui l’edema diventa duro e non tende più a scomparire neppure quando il paziente assume la posizione supina come succede, per esempio, nelle fasi iniziali del linfedema ed anche nell’edema legato ad altre condizioni patologiche.
L’obesità che spesso affligge questi pazienti, aggrava la condizione.

La terapia

La terapia compressiva mediante bendaggio anelastico è la pietra miliare nel trattamento di questi pazienti. La compressione produce una progressiva riduzione del linfedema. L’arto torna ad un aspetto normale solo in caso di linfedema lieve, ai primi stadi. Nei casi di linfedema avanzato l’arto viene ridotto di dimensioni ma non riacquista più il suo aspetto originario.
Il linfodrenaggio, un particolare tipo di massaggio che attiva le stazioni linfatiche, sembra aumentare l’effetto della terapia compressiva.
Un nuovo tipo di fisioterapia con emissione di micro-correnti che hanno effetto drenante ed antinfiammatorio (Manutech) sembra essere molto efficace nel trattamento del linfedema.
Un aspetto terapeutico molto importante è anche un’accurata igiene della pelle per prevenire gli episodi infettivi. Eventualmente cicli di antibiotici ripetuti nel tempo sono indispensabili nel caso di ripetute recidive infettive.
Anche se la terapia conservativa è sicuramente il trattamento più efficace del linfedema non si deve trascurare il trattamento chirurgico che, comunque, deve sempre essere associato alla terapia compressiva.
Due sono fondamentalmente i tipi di intervento chirurgico: le anastomosi tra circolo linfatico e circolo venoso e la liposuzione.
Il primo è un intervento di microchirurgia in cui i linfatici ostruiti vengono connessi con le microvene in modo da consentire un miglio scarico linfatico. È una chirurgica molto delicata, da eseguirsi solo in centri ad alta specializzazione che può essere deludentequando il risultato ottenuto è di breve durata.

Con la liposuzione invece si asporta, completamente o parzialmente, il tessuto in eccesso che sé è formato a causa del linfedema e si possono ottenere importanti riduzioni volumetriche dell’arto.
Anche questo è un intervento che deve essere eseguito in centri altamente specializzati.