Dott. Giovanni Mosti

Malattie della circolazione venosa

INTRODUZIONE

la malattia del sistema venoso superficiale è dovuta ad una predisposizione costituzionale per cui la parete venosa o le valvole sono congenitamente più deboli. Lungo la vita, a qualsiasi età, questa predisposizione costituzionale porta alla comparsa delle manifestazioni cliniche che possono variare dalla più comune dilatazione dei capillari e delle piccole vene sottocutanee dette “reticolari”, alla comparsa delle vene varicose. Nel primo caso si tratta di un’alterazione a prevalente carattere estetico senza alcuna ripercussione negativa sulla salute. Le vene varicose possono invece provocare sintomi quali dolore, pesantezza e gonfiore delle gambe, alterazioni della cute.Neistadi più avanzati la malattia venosa può complicarsi con due complicazioni maggiori: la flebite e l’ulcera cutanea. Di conseguenza mentre il trattamento dei capillari non è indispensabile se non per motivi estetici, le vene varicose dovrebbero essere sempre trattate.

Trattamento dei capillari e delle vene reticolari.

i capillari e le piccole vene reticolari (Fig. 7A e 7B) possono essere curati con la terapia sclerosante o con il trattamento LASER transdermico. Nel primo caso l’iniezione di sostanze chimiche con micro-aghi provoca l’irritazione della parete venosa che dà il via ad una serie di reazioni per cui il capillare viene completamente riassorbito dal nostro organismo. Nel secondo caso l’energia termica del LASER in pratica “brucia” la parete dei capillari determinandone la scomparsa.

Le due tecniche terapeutiche possono essere associate per garantire un miglior successo. Non è possibile curare i capillari o prevenirne la comparsa con farmaci o creme si alcun tipo o con le calze elastiche. Se è destino che altri capillari non dilatati al momento del trattamento si dilatino in seguito dobbiamo semplicemente ritrattarli facendo delle sedute di ritocco terapeutico.

Trattamento delle vene varicose.

Le vene varicose sono rami tributari delle vv. grande o piccola safena. Queste ultime, seppur ammalate (cioè incontinenti perché è andata persa la funzione delle valvole) non sono visibili in quanto situate più profondamente nella coscia o nella gamba. Quelle che diventano varicose e quindi visibili sono le vene tributarie cioè vene che raccolgono il sangue dai tessuti e poi confluiscono nelle vene safenE.

Qualche volta sono ammalate solo le vene tributarie (e quindi si vedono le “vene varicose”) con vena piccola e grande safena che possono essere ancora sane.
Quando è ammalato tutto il sistema (vene safene e loro tributarie) sarà necessario trattare in prima battuta l’asse safenico malato e poi le tributarie. L’asse safenico può essere asportato chirurgicamente con l’intervento chiamato “stripping venoso”. Oggi tuttavia stanno prendendo sempre più piede interventi meno cruenti e meno indaginosi eseguibili per via percutanea come il LASER endovascolare, la Radiofrequenza e la sclerosi trans-catetere. In poche parole si tratta di inserire una piccola sonda nella vena con una semplice puntura che viene effettuata subito al di sopra o al di sotto del ginocchio. Dopo avere effettuato l’anestesia locale, attraverso la sonda si emette energia termica o si rilasciano sostanze chimiche che occludono il tronco venoso (Fig. 8). Le tributarie varicose vengono trattate nella stessa seduta operatoria con flebectomie (metodo chirurgico) oppure con terapia sclerosante oppure con LASER endo-perivenoso.